PAOLATURCIBARI- Cielo: due grandi artisti, due animali da palcoscenico per un caleidoscopio di emozioni. Arrivano a Bari, nella tradizionale location per l’arte di innovazione, il Teatro Kismet OperA, lo scorso 6 febbraio. Una Turci graffiante, dolce, vibrante con un pathos emotivo palpabile, percepibile a pelle.

Paola Turci nella gola nasconde un’orchestra: è abile, con la sola forza del timbro vocale, a dar vigore ad un repertorio suggestivo che spazia da quello storico dell’artista a cover di De André, Ferré, Modugno, Veloso, in un confronto difficile ma impeccabile. Canta a cappella o si accompagna alla chitarra, dimostrando notevole perizia anche con l’ausilio dello strumento. Esplode in una musicalità notevole, capace di dar vita all’idea di musica nella sua accezione più alta, attraverso il solo vigore della sua arte: lei canta, suona e basta lei a colorare le note, tutto è ridotto all’essenziale. Domina l’essenza, in questo scorcio di Cielo.
Cosa chiedere di più ad un artista? Magari un camaleontico interlocutore che assommi in sé l’espressività del movimento, la mimica e l’ironia di un grande attore? Ecco Giorgio Rossi!
Della vitalità del personaggio, dell’artista ritrovo dinanzi il serafico sorriso di un amabile e disponibile interlocutore, che con noi parla della nascita e dello sviluppo di questo imperdibile spettacolo, non escludendo una limpida messa a fuoco sul confronto tra mondo odierno e “operatore di settore”.

Partendo dalla scelta del titolo del Vostro lavoro, Cielo, spettacolo per un corpo sonoro ed una voce danzante: come approdate all’idea della sinestesia, com’è nata questa contaminazione?
E’ nata dal fatto che io ho visto Paola “danzare” nel suo canto e ne sono rimasto affascinato. Ho lavorato per poterla contattare – ho impiegato più di un anno per avvicinarla – e quando finalmente ci sono riuscito le ho parlato del mio proposito di danzare per lei che canta. A lei è sembrata un’idea molto bella. Ho danzato per lei e ne è rimasta entusiasta: così è nato Cielo!

Quindi tutto è iniziato per una Sua iniziativa?
Sì, lei non mi conosceva, ma io conoscevo lei. L’ho sentita cantare e ne sono rimasto davvero 2colpito: allora l’ho cercata. Lei in seguito è venuta a trovarmi a Cortona e allora ho potuto mostrarle dei miei lavori; per esempio, il pezzo che ballo senza l’accompagnamento musicale all’inizio dello spettacolo: Paola ne è rimasta subito commossa e ha approvato il mio progetto di collaborare insieme.
Pian piano abbiamo contattato le organizzazioni di vari festival musicali. Tra questi, il festival di musica jazz, che si svolge in provincia di Reggio Calabria, a Roccella Ionica (Roccella Jazz festival - Rumori Mediterranei; N.d.R.). La commissione ha valutato positivamente la nostra proposta e abbiamo debuttato in quella occasione. Successivamente abbiamo spedito video dello spettacolo al fine di promuoverlo e farlo conoscere e, ad oggi, sono tre anni e mezzo che lo realizziamo.

Si tratta, comunque, di uno spettacolo molto particolare: pensa sia “di nicchia”?
No, l’abbiamo fatto anche nelle piazze dove c’erano due, tre mila persone ed è andato benissimo. E’ chiaro: non è il concerto canonico, non è uno spettacolo da “tifo da stadio” però delle volte abbiamo fatto delle repliche che hanno ricevuto ampio riscontro, l’entusiasmo della gente.
E nonostante la calca, i flash fotografici, i rumori attorno, io e Paola restiamo concentrati su noi due: con tranquillità, ci ascoltiamo l’un l’altro e andiamo avanti per la nostra strada…E lo spettacolo funziona! Poi c’è a chi piace di più, a chi piace di meno. E’ certo che non si tratti di un lavoro usuale.

Effettivamente è insolito l’accostamento della danza al solo canto vocale. E poi Lei non funge da semplice accompagnamento così come scelta di “utilizzare” la voce di Paola non è solo un espediente strumentale…
Assolutamente no!

E’ come se Vi deste forma l’un l’altro. O sbaglio?
Certo. Abbiamo messo insieme le nostre esperienze. Ad esempio, la canzone “Preghiera in gennaio” di De André che Paola canta nello spettacolo, la utilizzavo già in un mio assolo, Alma. Ho chiesto a Paola se volesse cantarla e ha accolto con assoluto entusiasmo la mia proposta. Quella, per esempio, gliel’ho proposta io; altre, invece, le ha proposte lei.

3Insomma avete collaborato anche nella scelta del repertorio da proporre…
Sì, abbiamo condiviso il nostro repertorio: io ho messo a disposizione il mio bagaglio e lei il suo. Abbiamo condiviso: ed è nato Cielo!

Lei prima citava Alma (da testi di Pavese, Neruda, Merini; N.d.R.): quest’opera, ad esempio, con altre quali La Favola Esplosa (ispirata alle Fiabe italiane di Calvino; N.d.R.), oppure con E d’accanto mi passano femmine (dedicata a Pavese; N.d.R.), fanno riferimento costante al mondo della letteratura…
Sicuramente c’è un rapporto stretto tra la vita che vivo, le cose che leggo e che vedo, il mondo che incontro. Penso a miei spettacoli come Piume, Gli scordati, Balocco, E la tua veste è bianca… Io sono molto legato alla poesia: ho lavorato con le poesie di Pavese, Neruda, Ungaretti, Quasimodo e tanti altri. Recentemente ho fatto uno spettacolo per bambini dove, per esempio, utilizzo testi del contemporaneo Erri De Luca.

E cosa mi dice, invece, dell’esperienza cinematografica con Bertolucci?
Si ho avuto un’esperienza con Bertolucci, con la compagnia (Sosta Palmizi; N.d.R.). Abbiamo realizzato delle coreografie per il film Io ballo da sola, con Liv Tyler.

Operando un bilancio, oltre ad essere protagonisti dell’Arte, ne siete anche grandi fruitori…
Paola è una grande lettrice, è una grande amante della letteratura. Ha anche scritto un libro, recentemente (Con te accanto, Rizzoli; N.d.R.). Io, invece, prediligo maggiormente la poesia e amo molto anche la pittura. Leggo comunque meno di quanto faccia Paola: spesso e lei a consigliarmi nelle letture!

In prima persona vi siete espressi ed esposti a favore del ruolo attivo dell’artista nella società. Tra l’altro, avete recentemente contribuito ad un progetto in favore del Vietnam della onlus Ucodep, sostenete la Fondazione Rava per la “questione di Haiti”…
Paola ha viaggiato molto ad Haiti proprio con la Fondazione Rava. Insieme abbiamo realizzato dei concerti con la partecipazione di Amnesty International, di Ucodep e altre organizzazioni a scopo benefico.

Lei, con la Sua associazione Sosta Palmizi, si è impegnato anche contro i tagli governativi alla cultura. Vista la situazione contingente di crisi, oggi, confida ancora nell’idea che l’Arte possa essere veicolo privilegiato nella comunicazione, anche politica e sociale? turciPensa che l’artista possa ancora avere la valenza del “vate”?
Assolutamente sì. Il problema è che ci stanno annientando, stiamo sparendo, siamo in via d’estinzione. Se pensiamo al fatto che a teatro venga pochissima gente in rapporto al numero della popolazione italiana: gli spettatori non superano il tre, quattro per cento della totalità. Oltretutto, nell’ambito sperimentale, la partecipazione è ulteriormente ridotta.

Pensa ad un potenziale ritorno al “classico”?
Ho sempre lavorato nella danza contemporanea…

Eppure il suo lavoro sembra evolversi oltre lo stesso mondo della danza contemporanea…
Oh, esagerata! Anzi io sono già “classico” nel mio mondo!

La sua modestia attenua quel velo di malinconica calato durante la conversazione per un destino poco roseo e difficile per i lavori artistici. Eppure il sorriso di questo magnifico danzatore ci lascia almeno sperare che, anche in futuro, tanti personaggi così tenaci possano costellare e far brillare il palcoscenico italiano. Chapeau!

Prossime date del Tour:
- 26 febbraio 2010, Civitanova Marche (Mc), Teatro Caro 
- 04 marzo 2010, Taranto (Ta), Tatà/Teatro Crest

www.teatrokismet.org
www.paolaturci.org
www.sostapalmizi.it

Giovanna Lodato


Commenti (2)add comment

Leo said:

0
Cielo
Chi ha potuto assistere allo spettacolo del Kismet ha vissuto una serata magica; persino i meritati applausi sembravano violare la sacralità della voce di Paola e l'armonia dei movimenti di Giorgio.
Un tuffo al cuore pensare che questi eventi siano considerati sempre più di 'nicchia'...
 
February 11, 2010
Vota: +2

dory said:

0
qualcosa di stellare
Condivido con Leo...volevo applaudire..iniziare e non terminare più. Meritavano tutti gli applausi, e io però mi sentivo come se sgarravo...mi sentivo come.. stonare la dolce voce di Paola, come hai detto tu, sembrava di violare la sacralità che si era venuta a creare sul palco..meraviglioso spettacolo. Emozionante. Intimo. Che ti attraversa il cuore
 
February 11, 2010
Vota: +1

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MArteMagazine - Anno III - Numero 87
Direttore Responsabile: Danilo  Grossi
Editore: Giuseppe  Casa
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