Venerdì, 30 Novembre 2007 08:40

Moby Dick al Palladium

Scritto da Cristina Carnevali
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Al Romaeuropa Festival c’era Moby Dick. A raccontarla Alessandro Baricco, accompagnato da Paolo Rossi, Stefano Benni e Clive Russel.
Quattro differenti modi d’interpretare l’opera di Melville: uno scrittore e regista, un comico, un giornalista e scrittore, un attore.

Baricco, encomiabile narratore, traduceva i pensieri dell’autore, rendendone visibili le strutture; avvolgeva il pubblico e lo faceva addentrare nel romanzo, presentandolo come un caro amico e svelandone la personalità. Chi ha visto Totem sa bene di cosa parlo.
Paolo Rossi, mattatore incontrastato, con il suo accattivante modo di fare è stato capace di rendere la lettura movimentata e coinvolgente.
Si muoveva sul palco, cambiando più volte postazione di lettura; animava i personaggi caratterizzandoli con la voce; si faceva accompagnare da un trio di musicisti (percussioni, chitarra e fiati) con un’evocativa colonna sonora.

Dopo una simile performance, Stefano Benni ha retto a fatica il confronto. Se ne stava immobile davanti al leggio e un pianista alle sue spalle sembrava uno schizzato che passava dal piano a strumenti complementari al pianoforte, creando suoni alternativi.

Poi Russel. Ha fatto immergere l’auditorio in un’interpretazione in inglese, in grado di rievocare rappresentazioni shakespeariane.
Sullo sfondo apparivano i testi in italiano, però poi è stato come un scivolare sempre più dentro all’opera di Melville e sono sparite le traduzioni. Le sensazioni superavano i confini linguistici.

L’evocativa atmosfera, curata in ogni dettaglio, ha fatto vivere qualche ora da passeggero su una baleniera: giochi di luce che creavano cerchi d’acqua, rumori del mare, il canto di una balena. Tutti alla caccia di Moby Dick.

Letto 17761 volte Ultima modifica il Sabato, 11 Aprile 2009 20:02

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