Martedì, 06 Ottobre 2009 14:54

Al piccolo teatro Re di Roma...

Scritto da Maria Logroio
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[TEATRO]

graziusoROMA- Una miscela di fantasia e realtà, una contaminazione di effetti e di vicende, un’implosione di sensazioni che vivono gli artisti protagonisti nei loro animi e che diviene un’esplosione di forza sulla scena.

Sono stati questi gli elementi distintivi percepiti e vissuti nel contempo, lo scorso 4 ottobre alla vista delle performance al Piccolo Teatro Re di Roma, uno dei tanti in cui si è conclusa la rassegna del Festival dei Teatri della Capitale.
Massimiliano Graziuso accompagnato dal musicista Andrea Biondi, i primi artisti in scena.

Graziuso autore e protagonista dei suoi testi con il suo ultimo lavoro Quando ero piccolo io… - ricordi scolastici, un titolo in realtà ancora molto provvisorio perché in piena lavorazione, è stato essenziale nei suoi contenuti. Il teatro e ciò che porta in scena è la sua “partita a freccette”: ha una mira micidiale per il 100, ma volendo riesce a puntare anche il fuori bordo, per contestualizzare e ampliare il tutto.
Sempre attento alle minime sfumature, ha condiviso con i presenti i suoi ricordi di bambino: un bambino sveglio, sensibile, che coglie i commenti, i sottovoce, i timori e le poche certezze della gente e di una società in via di trasformazione, ma che fondamentalmente non cambia, o forse si? Agli spettatori l’ardua sentenza!
Un bambino osservatore, che come una trivella scava nel pozzo dei ricordi, stracolmo e potenzialmente pericoloso per l’infinità di rievocazioni che potrebbe suscitare a catena.
Influenzato da tutto ciò che ruota intorno volge lo sguardo alla famiglia, alla scuola e ai giochi di un tempo andato, semplicemente con gli occhi di un bambino, gli stessi occhi con cui vorrebbe che i grandi lo capissero.
E tutto questo “lo” si rende palese attraverso la sua ironia, così reale che non può non far ridere, mimoma che cela riflessioni profonde. E con la sua interpretazione, che in realtà non è solo interpretazione visto che Graziuso anche sul palco è solo se stesso, manifesta le sue intenzioni.

A seguire poi lo spettacolo di mimica di e con Adriano Braidotti con Lo sbarco sulla Luna, messo in scena in occasione del famoso allunaggio di Neil Armstrong. È proprio il caso di dire che non servono parole, basta guardare. E sulle note dell’inno americano Braidotti accompagnato solo dalla voce dei cronisti che hanno narrato l’evento, ripercorre con le sue molteplici espressioni, i suoi gesti precisi e attenti questo viaggio, rendendo perfettamente l’idea di ciò che ha voluto rappresentare, facendoci ridere e sorridere.

Maria Logroio

Letto 8085 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Ottobre 2009 14:59

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