Mercoledì, 02 Dicembre 2009 12:34

Le Fuggitive (Les Fugueuses)

Scritto da Emanuela Meschini
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[TEATRO]

locandina2ROMA– Due grandissime attrici e una commedia deliziosa, delicata e intensa, ma anche molto divertente: ingredienti perfetti per un sicuro successo. È questo il caso della commedia Le Fuggitive, in scena dal 12 al 22 novembre al Teatro Ghione di Roma, con Valeria Valeri e Milena Vukotic.

Si tratta di un’opera francese, di Pierre Palmade e Christophe Duthuron, che, dopo aver riscosso molti consensi e un grande successo a Parigi, giunge per la prima volta sui nostri palcoscenici, con la regia di Nicasio Anzelmo.
Tutto ha inizio di notte, ai margini di una strada statale dove due donne si ritrovano a fare vukoticl’autostop, in cerca di un passaggio che le porti lontano dalle loro vite.
Margot (Milena Vukotic), in perfetto abito da sera, fugge nel giorno del ventesimo compleanno della figlia da una vita di casalinga repressa, madre e moglie data troppo per scontata e considerata poco più di un elettrodomestico.
Claude (Valeria Valeri), in pigiama, fugge dalla casa di riposo ‘I Gladioli’, dove è stata confinata dal figlio dopo la morte del marito.
Due donne completamente diverse per età, ma anche per carattere ed esperienze di vita, entrambe in fuga da un destino che gli altri hanno deciso immutabile. In fuga per continuare a vivere.
Dopo i primi momenti di diffidenza, Claude e Margot finiscono per prendere lo stesso passaggio, imbarcandosi in una breve, ma intensa avventura che le vedrà compiere le più strane esperienze, in un percorso di crescita e di rigenerazione che le porterà a diventare amiche inseparabili.
Un percorso scandito da uno scambio continuo di battute felici ed argute, che, con la leggerezza della risata, contribuiscono a mettere in luce i caratteri dei due personaggi e a spazzar via le ombre scure dei loro problemi. Margot non ha mai conosciuto un amore passionale, ha vissuto solo di compiti e doveri, occupandosi degli altri e non della propria felicità, che ora vuole trovare. Claude valeriha viaggiato molto ed ha avuto una vita intensa, ricca di passioni e amanti, protetta dalla sicurezza offertale dal marito, e ora non accetta di doversi rassegnare ad una spenta attesa della morte. Grazie all’incontro con Claude, forte e sempre positiva nonostante l’età avanzata, Margot imparerà ad avere più fiducia in se stessa e a liberarsi dal peso delle sue insicurezze, simbolicamente rappresentate dalle due grosse valigie cariche di ricordi che si trascina dietro a fatica. Una notte in prigione mette fine alla breve avventura, ma questi pochi giorni sono bastati ad operare un cambiamento profondo, che porterà ad un finale a sorpresa.

Certo, non si tratta proprio di una rivoluzione, però è un nuovo inizio. Un messaggio positivo, che sembra invitare, senza retorica, a non darsi mai per sconfitti e ad essere sempre pronti a ricominciare, senza lasciarsi fermare dal pensiero che sia ormai troppo tardi per cambiare.
Semplicemente magnifica l’interpretazione delle due protagoniste, tanto diverse ma complementari quanto i personaggi che interpretano, che, cariche di energia, riempiono da sole una scena volutamente scarna, fatta di pochi oggetti e di diapositive proiettate sul fondale che realizzano l’illusione delle varie ambientazioni.
Due grandi interpretazioni, tante risate, molti spunti di riflessione, un ritmo serratissimo, tempi perfetti, da non perdere…

Emanuela Meschini

Letto 8113 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Dicembre 2009 12:41

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