Martedì, 12 Ottobre 2010 23:47

Quartieri dell’Arte – Swap2/Scambio2

Scritto da Francesca Paolini
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[TEATRO]

qda1ROMA- La 14° edizione della rassegna Quartieri dell’Arte dedicata alla drammaturgia contemporanea (7 settembre – 27 ottobre) ha puntato quest’anno sulla commistione di diverse forme narrative, facendo dialogare il teatro con il romanzo, il cinema e la sceneggiatura televisiva.

Il festival, oltre che nella Capitale, si è svolto a Viterbo e in due altri centri della Tuscia, Tuscania e Caprarola dove si concluderà il prossimo 27 ottobre con lo spettacolo Non la smettevano mai di cantare di Antonio Iannello. Al Teatro Olimpico di Roma era prevista una maratona di due giorni con presentazioni di libri e la trasposizione scenica di alcuni di loro.
Apre la serata teatrale del 4 ottobre Cellule di Luca de Bei. Dieci scene quasi televisive compongono un quadro di intrecci e relazioni che vanno svelandosi di volta in volta. I personaggi nel finale risultano tutti legati in un complesso gioco di rapporti e incontri casuali, ma tutti restano tragicamente isolati. Sono in sei: un ex marito colpevole di stupro, una giovane donna in carriera, un poliziotto gay, una ex moglie rancorosa, uno sceneggiatore che scopre di aver contratto l’aids, un ragazzo convinto di essere stato rapito dagli alieni. A due a due i personaggi in scena sono protagonisti di dialoghi in cui non riescono che a ferirsi, l’unica forma di comunicazione che sono capaci a mettere in atto. La compassione sembra cosa dell’altro mondo e proprio da un altro mondo arriva il debole messaggio di fratellanza: uno studente in analisi racconta del compito che gli extraterrestri gli hanno affidato dopo averlo rapito. Dovrà diffondere tra gli uomini un messaggio d’amore, annunciando al mondo la necessità di curare la natura e il prossimo perché ormai tutto l’universo sta scomparendo. Ma su questa terra il suo è, evidentemente, solo il delirio di un pazzo.

Proseguiamo con il testo Mathilda Savitch, spettacolo trasposizione del primo romanzo di Viktor Lodato che ne ha firmato anche questo adattamento e la regia. Mathilda è una ragazzina americana sola e che ha la piena consapevolezza di esserlo, soprattutto dopo la perdita della cara sorella che ha lasciato i genitori in uno stato di apatia emozionale e alcolismo. La ragazza è estremamente vivace, curiosa e piena di voglia di parlare, specie di quella morte che tutti vogliono tacere. La scoperta della sessualità è un elemento essenziale, in quanto adolescente, che si esprime in giochi quasi infantili. Mathilda  è espressione di un’energia caparbia che non accetta briglie di alcun tipo e capace di queste parole “Voglio essere terribile. Voglio fare cose orribili”. Ma non c’è ombra di cattiveria in lei, solo una spietata voglia di vivere.

Linee guida sulla ferocia è l’ultimo della serata. L’autore Vincenzo Latronico ha realizzato un’opera che fruga in nel microcosmo degli uffici e della carriera-prima-di-tutto. Anche questa è una trasposizione scenica del romanzo omonimo. L’ufficio diventa un luogo assoluto, in cui due ragazzi in prova e un dipendente da confermare sono messi in relazione forzata: ne resterà soltanto uno. L’esperienza farà spuntare la vera personalità di ognuno, rovesciando le impressioni iniziali dello spettatore. Carla, la giovane protagonista il cui punto di vista conduce la narrazione, si svelerà fredda calcolatrice, così come Alfredo, giovane con un roseo futuro da leader, sarà sopraffatto dalla sua fragilità. Donato, già assunto, percorre una parabola che da cinico conoscitore di quel mondo lo porterà a trovarsi spiazzato da qualcosa che non aveva minimamente previsto. Tutto è diretto e osservato dal terribile Domatore, che ha il compito di seguire il training per la valutazione finale: la premiazione del più feroce con un sanguinante pezzo di carne.

Per la seconda giornata abbiamo seguito Ulisse chatta con gli dei, Amleto gioca alla Ulisse_CHATTAplaystation, Raskolnikov legge fumetti, di Viliam Klimacek (Slovacchia) che traduce in termini teatrali i linguaggi della rete, del videogioco e della graphic novel. Come dal titolo, teatro classico ed espressioni contemporanee danno vita ad una piccola commedia dell’assurdo. Ulisse è un giovane marito che scappa dal talamo nuziale ma che continua a chattare con Ofelia, sua moglie, sotto falsa identità e con gli dei che scrivono il suo fato. Interessante la trasposizione della “stanza di chat” in scena: ogni nickname è un personaggio parlante in una conversazione collettiva che genera totale confusione e mostra la fondamentale mancanza di rapporto in quella che è una falsa comunicazione a distanza. Dieci anni prima Ulisse è Amleto, marito insicuro risucchiato in un terribile gioco che dalla playstation arriva alla realtà. Le quattro divinità che prima chattavano con Ulisse, ora sono impegnate a tormentare il giovane con un gioco al massacro – il suo – per salvare Ofelia che ha deciso di torgliersi la vita. Nell’ultimo atto sarà invece il linguaggio iperbolico del fumetto a prendere vita in scena servendosi del personaggio di Raskolnikov che si vedrà accanto Sandman/Morfeo e le sue sorelle Morte, Desiderio e Delirio.

L’intero programma dei Quartieri dell’Arte è stato pensato per ragionare non solo sullo stato attuale della drammaturgia contemporanea, ma anche per illuminare i tracciati che quest’arte seguirà nei tempi futuri. Per questo a nomi classici e conosciuti sono stati affiancati molti giovani emergenti, che condurranno il teatro verso nuove forme espressive all’insegna dell’interdisciplinarietà mostrata in questa edizione.

Francesca Paolini

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