Venerdì, 25 Settembre 2009 21:42

Tutte le strade (del gusto) portano a Mantova

Scritto da Amanda Ronzoni
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[TRIP: NOTE DI VIAGGIO]

viaggiA giudicare dai cartelli che si incontrano lungo la via si potrebbe dire che “tutte le strade portano nel mantovano”, almeno quelle enogastronomiche. C’è quella del Riso e dei Risotti, quella dei Vini Mantovani e quella del Tartufo… insomma anche a sbagliar strada non si capita mai male!

Il profilo delle colline moreniche qui è dolce, ma di tanto in tanto si stagliano, come a Ponti sul Mantovano1Mincio o a Monzambano, i merli e le torri di fortificazioni medievali. L’altimetria è limitata e i rilievi non superano i 250 metri sul livello del mare. Poco distante Castellaro Lagusello, uno dei borghi più belli d’Italia. Il nucleo originario del paese è legato alla dinastia degli Scaligeri e un’attenta opera di restauro ha riportato quasi tutto ai fasti del passato (www.castellaro.it). A fine settembre è sede del Festival degli Artisti di Strada (per info: www.castellaroarteinstrada.it).
Addentrandosi nell’anfiteatro morenico, diretti nell’Oltrepo Mantovano, si segue la via (o il profumo?!) del riso e dei risotti mantovani. La campagna ha ancora i colori dell’estate: l’oro delle messi ormai bruciacchiate dal sole, il rosso dei pennacchi di granturco, le zolle brune dei primi campi dove si è già raccolto, secche e polverose. Solo l’aria fresca indica che l’autunno è alle porte. Il vento, a folate, porta con sé l’odore di erba, di messi appena tagliate. Come linfa, l’acqua scorre nel reticolo di canali e chiuse, sapientemente dosata per arrivare dove necessaria, secondo un sapere che si tramanda da secoli.
Passiamo nei pressi di Roverbella, Castelbelforte, noto alla storia per essere stato nel 1859 il confine del Regno d'Italia, e Castel d’Ario, che ha dato i natali a Tazio Nuvolari. Seguiamo la Strada Provinciale 34, che corre nella pianura, in mezzo a corti agricole, aie che sembrano piazze d’armi e silos per la raccolta dei cereali.

Mantovano2Roncoferraro è il cuore pulsante del regno del riso. La campagna vista dall’alto sembra un mosaico di tasselli colorati. Questo è uno dei centri nevralgici della risicoltura mantovana. La storica Corte Grande, tipica struttura con casa patronale e aia da riso, ospita il "Museo del riso" (visite su appuntamento, tel. 0376 663313), mentre nei giardini a due passi dalla corte una mondina in bronzo, opera contemporanea di Barbara Rossetti, è china al lavoro, in omaggio alle fatiche di tante donne.
L’odore della risina invade l’aria non appena ci si avvicina ad una “pila”, ovvero a un impianto per la lavorazione del riso. A Nosedole, presso Corte Facchina Piccola, risiera storica dei fratelli Battistelli, ti accolgono a braccia aperte per spiegarti come funziona la “pilatura”, ma anche per qualche bella mangiata a base di riso, salame mantovano, mostarda e lambrusco. Sugli scaffali all’ingresso del laboratorio è possibile acquistare confezioni di riso Vialone Nano, ma anche altri prodotti locali. Il riso è maturo, le piante di un verde tenero, quasi biondo alla luce del sole.
Sempre circondati da risaie e canali, si arriva alle chiuse del Po a Governolo. Un posto piccolo ma denso di storia. Da queste parti nel 452 Attila incontrò Papa Leone I, che convinse il “flagello di Dio” a non marciare su Roma; mentre nel 1526 Giovanni dalle Bande Nere fu ferito mortalmente. Il Mincio qui si unisce al grande fiume. La golena è ampia e gli argini si impennano a scudo delle case e delle corti.
Poco distante, a Revere, siincrocia giusto la “Strada del Tartufo Mantovano” (www.stradadeltartufo.it) e se capitate di qui in questo periodo il risotto al tartufo è un must. Mantovano3Scendendo verso sud, una visita lo merita anche il monastero polironiano di San Benedetto Po. Molto caro a Matilde di Canossa, ha celebrato 2007 i mille anni dalla fondazione. I tre chiostri richiamano alla meditazione e alla regola dell’Ora et Labora, mentre nella grande piazza antistante ospita il colorato mercato settimanale. A proposito di meditazione, tornando sulla Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani (www.mantovastradadeiviniedeisapori.it), sappiate che vi capiterà di incappare in una serie di cantine e aziende vinicole assai ben fornite. Qui, a parte il ben noto Lambrusco, DOC dal 1987, troverete degli ottimi VINI DA MEDITAZIONE, rossi in particolare. Da sorbire in assoluta tranquillità e con buona pace delle ferie che ci siamo lasciati alle spalle.
Meditate, gente, meditate… e bentornati!


INFO COME ARRIVARE E DOVE ANDARE

Zona di forte tradizione gastronomica, il mantovano d’autunno è un’ottima meta per escursioni culinarie. Per mantenersi aggiornati tutto l’anno sugli eventi locali, visitate: www.mantovastradaviniesapori.it.
Il 4 ottobre presso l’azienda Corte Facchina Piccola, in località Nosedole, a Roncoferraro, c’è “Risarando”, grande festa con risotto e porchetta, e gara di aratura con i vecchi landini. Per indicazioni chiamare il numero 0376 664029.
A Bonizzo, frazione di Borgofranco sul Po (MN), dal 9 al 14 ottobre si tiene l’annuale Festa Provinciale del Tartufo, con cena dal venerdì al mercoledì e pranzo la domenica a base di tartufo bianco locale. Per info sul programma, vedi www.comune.borgofrancosulpo.mn.it.
Il 24 e 25 ottobre si terrà a Goito la Fiera del Grana Padano dei prati stabili e dei prodotti agroalimentari delle colline moreniche e della pianura pedecollinare. Per saperne di più scrivete a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Dove mangiare:
Il Tartufo (via Guido Rossa 13, Revere, tel. 0386 846076, www.ristoranteiltartufo.com). Oltre a un’ottima cantina per le degustazioni, il ristorante di Gianni Addonizio offre piatti tipici della tradizione mantovana presentati in un contesto molto particolare. Il locale fa parte infatti di ArtHospitality e per questo nelle sue sale sono ospitati periodicamente artisti e opere di vario genere, per unire il piacere della tavola a quello della vista. Da non perdere la Cipolla d’Oro, piatto per cui sono stati meritatamente premiati.
Corte Facchina Piccola (via Palazzetto 14, Località Nosedole, Roncoferraro, tel. 0376 664029, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) Azienda agricola dove da generazioni si coltiva e si lavora riso. Si può organizzare la visita all’impianto di pilatura e comprare riso Vialone nano, Carnaroli e Venere nero. Propongono menù con risotto e tortelli, grigliata di carne, gnocco fritto e vini locali.
Società Agricola Reale (via Volta-Mozambano 34, Volta Mantovana, tel. 0376 83409, www.cantinareale.it) Famiglia di antica tradizione, i Boselli  coltivano vitigni Merlot, Cabernet, Pinot Nero, Sangiovese e Molinara per i vini rossi, Garganega, Sauvignon, Chardonnay, Trebbiano per i vini bianchi. La vendemmia è fatta ancora manualmente. Si consigliano i “vini da meditazione”. La cantina è a disposizione per visite guidate e degustazioni ad hoc.
Superpaccio I Scarpari (via Giovanni Dalle Bande Nere 21/4, Governolo, Tel. 0376 668533) Gastronomia con tutti i prodotti della zona, dalla Mostarda di Mele, al Salame Mantovano, vini e varie qualità di riso. Si segnala il “pesto per risotto”: i gestori vi forniranno anche apposita ricetta per cucinare come si deve il risotto alla pilota (www.risotto.it/mantovana.htm).

Dove Dormire:
Ca’ Guerriera via Martini, Sustinente, tel. 0386 437343, www.caguerriera.com) Agriturismo realizzato ristrutturando i fabbricati della settecentesca Corte Restara dei Marchesi Guerrieri Gonzaga. La famiglia Guerrieri Gonzaga gestisce ancor oggi la proprietà e, come allora, abita nella adiacente villa di origine cinquecentesca.
Cascina Boschi (via Boschi 20, Volta Mantovana, tel. 0376 812887, www.cascinaboschi.com) L'agriturismo è stato realizzato ristrutturando una vecchia fattoria di campagna nei pressi del parco del Mincio a Volta Mantovana. A pochi metri dalla cascina, vicino ad un bosco di cerri, scorre il fiume Mincio.
Ca’ del Vento (via Schiappa 24, San Benedetto Po, tel. 0376 615633, www.agricadelvento.it) Azienda agricola votata all’ambiente, il terreno circostante ospita quasi completamente essenze autoctone, come noci, frassini, ciliegi, olmi, ontani.

Amanda Ronzoni
Foto di Amanda Ronzoni:
Il chiostro del Monastero polironiano di San Benedetto Po
Riso maturo
Un bel piatto di risotto al tartufo

Letto 9191 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Ottobre 2009 00:10

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