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Domenica, 29 Marzo 2009 15:57

Ascanio Celestini - Radio Clandestina: memoria delle fosse ardeatine

Scritto da Edyth Cristofaro
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radioclandestina_2DVD TEATRO- "Tutti sembra che la conoscono a memoria, ma quando la vanno a raccontare, 'sta storia, a raccontartela tutta ci mettono un minuto, ma se uno la dovrebbe raccontare tutta per filo e per segno ce vorebbe 'na settimana, altro che un minuto" (Ascanio Celestini_Radio Clandestina)
Celestini comincia il suo video con un percorso in auto che ci conduce fino al Museo Storico della Liberazione (ex carcere nazista) che si trova in via Tasso a Roma, dove la prima volta, è stato messo in scena lo spettacolo Radio Clandestina. Attraversiamo le zone della città colpite dalla seconda guerra mondiale, vediamo da vicino via Rasella, dove furono assalite le truppe naziste, ci conduce per mano per le strade della città di Roma raccontandoci in dialetto romanesco la Storia, quella con la "S" maiuscola, la Storia che vive, che pulsa, che parla, focalizzando l'attenzione sull'efferato eccidio delle Fosse Ardeatine, perpetrato sulla popolazione ebraica e non della città, inerme e inconsapevole.

La voce di Ascanio Celestini si erge dalle ceneri di quel passato, ci consegna granelli di polvere di storie senza tempo, proprio come un cantore dei secoli passati, lasciandoci in mano un prezioso spettacolo come Radio Clandestina è memoria delle Fosse Ardeatine.
Lo spettacolo prende spunto dal testo di Alessandro Portelli L'ordine  già stato eseguito, storica ricostruzione della guerra di Roma al culmine dell'occupazione nazista. La trasposizione teatrale di Celestini intreccia le storie di suo nonno, dietro i banchi del cinema Iris, al Nomentano, con quelle di suo padre, bambino con una cipolla in mano fra le macerie della Roma Capitale.
Celestini si siede e avvita una delle lampadine malferme sopra la sua testa, guarda verso il pubblico e si mette a raccontare: il palcoscenico è spoglio, solo una sedia, luce fievole e povera e, lontana, una melodia. Celestini racconta la storia degli uomini, del dolore e dell'assurdità della guerra, racconta di come una città sopravviva al di sopra di tutto, anche al sangue versato per pura follia. Ripercorre gli anni, i mesi e con esattezza i giorni in cui si andava compiendo uno degli episodi più orribili della guerra nazista in Italia: il 23 e 24 marzo del 1944 le Cave Ardeatine ospitarono il più grande eccidio dell'esercito tedesco sul suolo romano: 335 fra ebrei, sospetti antifascisti, immigrati italiani. Ricorda e racconta con dolcezza, determinazione, sbruffoneria, ma anche con un umorismo noir davvero d'altri tempi, tutto per ricordare l'infamia che ha macchiato indelebilmente il suolo di Roma. Finchè il racconto non termina e il nostro contastorie svita la lampadina fioca e si rialza in piedi.

Celestini in una intervista ha dichiarato che "rispetto ad altri massacri nazifascisti, come quelli di Marzabotto o di Sant'Anna di Stazzema, la strage romana delle Fosse Ardeatine ha perfino un minor numero di vittime. Ma la sua storia non è scritta, vive solo di racconti orali, attraverso cui lo conoscono la maggior parte delle persone. E' questo il punto centrale del mio interesse: la storia collettiva esce fuori da testimonianze singole e parziali, che però collegate danno una verità unitaria, chiarissima e inconfutabile. Il mio racconto in scena, a sua volta, cala questo episodio nella storia più vasta di una città e di un intero paese, fino a quel momento estremo, cruciale e rivelatore".
Ed è davvero un racconto da non perdere quello di Celestini, attore- autore dalle qualità davvero notevoli, la cui straordinarietà risiede principalmente nella capacità di raccontare con semplicità, proprio come farebbe un nonno ai suoi nipotini, e immediatezza.
Se inizierete a guardare questo spettacolo, anche se non sarete a teatro, dove Celestini tocca vette eccelse, vi renderete conto che non potrete fare a meno di continuare fino alla fine, senza mai un accenno di stanchezza o di noia, così come vi renderete conto che ci sono storie che non possono, non devono mai essere dimenticate.

Ascanio Celestini, Radio Clandestina. Memoria delle Fosse Ardeatine, pag 94 + DVD,  21.90

di Edyth Cristofaro

Letto 5903 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2009 13:43