Sabato, 10 Maggio 2008 15:00

Due racconti d'autore della Giulio Perrone Editore

Scritto da Edyth Cristofaro
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LIBRI- Nella sezione Racconti d’Autore, la Giulio Perrone Editore ci presenta due artiste davvero interessanti:
- Sandra Patrignani, Cani e gatti, Giulio Perrone, pg 84, € 5,00
- Lia Levi, Nessun giorno ritorna, Giulio Perrone, pg 87, € 5,00
La prima ci propone un racconto lungo che ha come sottotitolo la dicitura “Storia di un matrimonio”, e racconta di una tenera, complicata, intensa vita matrimoniale agli sgoccioli in cui a riempire i vuoti tra Giacomo, vignettista di successo e Patrizia, grafica di un giornale, ci sono una folla di animali domestici: cani e gatti, da cui appunto deriva il titolo.
Gli animali fanno da contraltare ai litigi ed alle incomprensioni tra i coniugi: tradimenti, meditazioni buddiste e desiderio di leggerezza di lei, si scontrano inesorabilmente con i tradimenti, il bisogno di calore di lui e la sua incapacità di gestire il successo, in una alternanza ritmica di avvicinamenti ed allontanamenti che li rendono equilibristi di un amore che pare si renda sempre più sfuggente. Sandra Patrignani, scrittrice italiana di fama (è stata anche finalista al Premio Strega 2003 con il romanzo La scrittrice abita qui), rende magistralmente l’idea di come i rapporti a due siano difficili da vivere e gestire proprio raccontandoci la vita quotidiana, fatta di tutte quelle piccole cose che la grande letteratura spesso trascura e ce la racconta in modo pungente, a volte anche crudo, lasciandoci scontrare tramite la sua scrittura essenziale e diretta con l’evoluzione sentimentale di due esseri umani incapaci di capirsi fino in fondo, ma sorretti dai loro animali, in grado invece di capire profondamente e silenziosamente. Il racconto ci convince, nella semplicità estrema della narrazione e nella sconfinata complicanza del percorso psicologico dei personaggi, perché pur risultando a tratti crudo, resta comunque e sempre molto realistico e avvincente.
Da leggere perché... il rapporto con i “cuccioli” di casa è reso in modo semplice e diretto, ma teneramente veritiero e perché ci lascia riflettere sul bisogno estremo del dialogo nei rapporti di coppia.
Lia Levi, invece (autrice del long- seller Una bambina e basta, edizioni e/o, Premio Elsa Morante Opera Prima 1994) ci racconta nel suo racconto d’autore i luoghi della sua vita. L’infanzia a Torino, l’arrivo a Roma ancora bambina, i giochi, le nuove amicizie, le leggi razziali; la Napoli avventurosa dell’università e, infine, la scoperta di un luogo che è casa: un piccolo paese sulle rive di un lago nella campagna laziale che diventa il luogo ideale per ricordare e raccontare. Riflessioni, memorie, paralleli della mente, prendono vita nel gioco delle parole dell’autrice che diventa autore e personaggio di se stessa, in un intenso, tenero, struggente bisogno di trovare le “radici” della propria vita e di dare un senso alle scelte, ai pensieri che l’hanno percorsa.
Il ritmo a tratti lento, a tratti fugace, spesso usando un tono divertito o, addirittura, un tocco di meraviglia, rende questo racconto lungo una sapiente, ma sempre semplice, ricerca della verità; un gioiello prezioso con incastonate riflessioni e memorie di una vita in cui “nessun giorno ritorna”, ma in cui le parole possono anche non andare via mai.
Lia Levi fa sua la capacità di ricordare e raccontare, e lo fa nel modo più semplice, dolce e realistico possibile, senza annoiarci mai, prendendoci per mano e guidandoci nel passato come se fosse una foto appesa alle pareti, rendendoci curiosi, partecipativi, commuovendoci anche a tratti e lasciandoci decisamente incantati dal ritmo narrativo e dalle parole che risultano essere, nelle loro verità, dolci proprio come i ricordi che ci propongono.
Da leggere perché... il rapporto con il passato, in fondo, attanaglia l’anima di tutti, e perché leggere una vita nascosta nelle pagine di un libro è sempre la scoperta di un’umanità magnifica che ci accompagna nelle pieghe del nostro presente.
Letto 8410 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2009 23:03

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