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Venerdì, 13 Giugno 2008 02:56

Serge Gainsbourg_ D'autres nouvelles des étoiles

Scritto da David Belfiore
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DVD MUSICA- Inutile nasconderlo, il peccato originale di Serge Gainsbourg è quella mitologica Je t'aime moi non plus, scritta nel 1969, che ne rappresenta più e meno - allo stesso tempo - di ogni altra canzone il percorso artistico-musicale.
Ma potremmo anche dire cinematografico, dato che l'esordio dietro la macchina da presa dell'autore francese, datato 1976 e forte della presenza del warhol-morrisseyano Joe Dallessandro, porta lo stesso titolo del celebrato duetto con Jane Birkin.

Del resto quei quattro minuti abbondanti di gemiti, sospiri, parole sussurrate, fino ad arrivare all'orgasmo finale, entrarono in milioni e milioni di case (tanto da toccare perfino il difficile mercato americano dove sarebbe diventata l'unica hit della carriera) facendo da colonna sonora al clima rovente della rivoluzione sessuale di quei giorni e spazzando via in un nulla ogni forma di bigottismo inerente la cosiddetta canzone d'amore. Quattro minuti che oscurano il Gainsbourg compositore, pittore, scrittore, regista, sperimentatore, firma onnipresente delle produzioni musicali altrui (Brigitte Bardot, Juliette Greco, France Gall, Francoise Hardy, Jane Birkin, Anna Karina, Jacques Dutronc..), consegnandolo definitivamente alla leggenda in Francia, riducendolo oltreconfine al semplice creatore di un'esplosione ormonale fatta a musica.

Ed è proprio la solita Je t'aime moi non plus con la sua rumorosissima assenza a dare respiro a questi 280 minuti di materiale video in rigoroso ordine cronologico dal 1958 al 1989. Dagli archivi Universal hanno ripescato di tutto: comparsate televisive, clip promozionali, interviste, duetti, estratti live, impreziosendo D'autres nouvelles des étoiles con il film di Jean-Christophe Averty, mai messo in commercio, Histoire de Melody Nelson, splendido complemento per immagini dell'omonimo e ambizioso album del 1970, quello dal sapore più smaccatamente cinematografico di ogni altro. Due dvd per due distinte fasi della vita del nostro.

Il primo, '58/'69, dai primi giorni del pop jazzato misto ad atmosfere cabaret alla scoperta delle ritmiche caraibico-africane sperimentate in Gainsbourg Percussions (molto prima di Brian Eno e Talking Heads); l'affermazione televisiva con i programmi da lui musicati insieme a France Gall; il sodalizio artistico con Brigitte Bardot e l'epica quasi fumettistica di Bonnie and Clyde, Comic Strip e Docteur Jekyll et Monsieur Hyde; le composizioni per il cinema; l'incontro con Jane Birkin che diventerà la sua musa (e ne coprirà il ruolo per tutto il decennio dei ‘70), fino al '69, Année Erotique come canta la nuova coppia.

Il secondo, '71/'89, si apre con una curiosa intervista dove Gainsbourg, introducendo la storia di Melody Nelson, ribadisce di esser stato con le donne più belle nonostante tutti lo considerino un uomo non propriamente piacente. Sono gli anni degli eccessi, dell'alcool, dei tre infarti che se lo porteranno via nel 1991. Ma al contempo il momento-chiave della carriera in cui Gainsbourg porta avanti, di molto avanti, la sua ricerca artistica, esplodendo di creatività: la misoginia di Vu de l'exterieur nel momento di massimo picco del femminismo; l'incontro diretto con il cinema (in un'intervista, A propos de cinéma, dice: "abbiamo il realismo fuori dallo schermo, voglio una fuga, se vado al cinema non voglio vedere la realtà, voglio un trip esattamente come quando ero bambino"); il filmato dell'asta dove viene venduto il manoscritto della Marsigliese comprato ed in seguito violentato e trasformato in Aux Armes et Caetera, dissacrante versione reggae ad inaugurare il periodo jamaicano che provocherà l'ira dei nazionalisti francesi; le atmosfere synth-kitsch dell'ultimo periodo, gli '80, con il video-scandalo di Lemon Incest insieme alla figlia Charlotte dediti ad incestuose effusioni sentimentali, sorta di Je t'aime moi non plus revisionata come a chiudere un cerchio.

Tutto questo e molti, molti altri dettagli. Un'antologia eccellente, da avere, anche per ovviare all'imbarazzante vuoto degli scaffali italiani al nome Serge Gainsbourg.

Letto 20074 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2009 23:12

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