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Domenica, 13 Luglio 2008 17:21

Call Center Crisalidi: a teatro per staccare il telefono

Scritto da Rossana Calbi
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Nella rassegna estiva del TeatroForte (via Federico del Pino – Centocelle), il teatro del C.S.O.A. Forte Prenestino, la compagnia palermitana A.C.C.Art , venerdì 4 e sabato 5 luglio 2008, ha presentato Call Center Crisalidi, un monologo urlato da Gero Gagliardo con le parole e la guida di Gianluigi Cristiano.



Una scenografia semplice per una rappresentazione difficile e stancante. Un bozzo e delle bottiglie di plastica accartocciate per dire che uscire al di fuori è entrare in un circuito in cui non si deve pensare. Il movimento è nevrotico, è violento, è fuori ogni misura ma è sempre privo di consapevolezza. Ci si deve muovere e lo si fa per inerzia, solo per il dovere di farlo. Dovere verso cosa questo non viene spiegato, il tutto è incentrato su una figura umana che non è reale e non ha valore. Gero Garliardo c’è solo per dire di un folle che non può fare altrimenti ad esclusione del suo stesso annullamento.

L’unica presenza esplicita del call center è nel titolo, nella sceneggiatura è però la causa o forse l’effetto di questa misera condizione di disperata inettitudine. È il mezzo che rende il soggetto nullo, la chiave per omologarlo, per renderlo un oggetto e interromperne i pensieri riducendolo ad una voce registrata che accumula frustrazione e non può muoversi perché il peso da sopportare è eccessivo ma soprattutto logorante. Il bozzo è come una corazza che trattiene a forza la pelle e il sangue, unico scampolo di animus vivendi.

FOTO DI FABRIZIO PERRINI
www.flickr.com/photos/pizio
www.myspace.com/pizio


La crisalide è chiusa nel suo bozzo, è chiusa perché il fuori ti registra come un essere di un’inutilità esasperata. Non è in realtà una vita, non è un percorso e neanche un ritorno ciclico. L’unico uomo, come poi tutti gli altri uguali a lui, si muove a fatica e senza consistenza senza lasciare alcun ricordo di sé.

La lingua siciliana è abbastanza cruda nei suoi vocalismi chiusi da essere adatta alle domande e ai discorsi senza senso di questo monologo, dove l’unica percezione è la disperazione. Un testo di difficile interpretazione e uno spettacolo di difficile visione, per la ricerca della metafora che è anche troppo marcata, ma che ha anche un innegabile lavoro di costruzione del testo. La discussione sta nel fatto se sia più o meno opportuno presentare una denuncia di tale portata sociale in modo così criptico. Il fatto è che lo spirito umano è talmente preso dal nulla che è indubbia la sua difficoltà di comprensione di un lavoro talmente intricato. Forse Gianluigi Cristiano dovrebbe avere un maggiore comprensione per lo spettatore e per il suo intuito annullato e concedergli un aiuto che gli permetta di comprendere meglio che di fronte non ha Gero Gagliardo, mirabile per la presenza scenica e la gestualità, ma se stesso. Povero, nudo e totalmente folle nell’inseguire cosa non sa. In una violenza che non è individuale, che non tocca singolarmente, ma che è subita in modo così inconscio e subdolo da non essere percepibile.

In un momento di disagio sociale, l’animo sensibile di questi artisti, capaci di leggere la realtà e sbatterla in faccia a chi non sa vedere, deve fare uno sforzo in più per parlare ai molti: la fruizione ampia sarebbe un momento di svolta opportuna per un messaggio così importante.

Il regista ci spiega che si tratta del primo capitolo di una trilogia per denunciare “i servizi” che in realtà non servono l’essere umano ma lo costringono. Il prossimo appuntamento teatrale sarà rivolto al riciclaggio: tutto quello che convertito a nuova vita è stato prima rifiutato in quanto inutile. Il punto è che si rifiuta e si utilizza in una nuova forma tutto, dalla plastica alla cultura, il problema è che si finisce per macerare tutto per non cogliere più l’essenza di nulla. Alla prossima metafora teatrale di A.C.C.Art., allora?

(Le rassegne del TeatroForte sono curate dalla direzione artistica di A.K.R. collettivo libero multimediale, nelle persone di Domenico Catano, Riccardo Cocozza e Marialaura De Bardi: www.forteprenestino.net)

Letto 8937 volte Ultima modifica il Domenica, 12 Aprile 2009 01:56

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