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Mercoledì, 17 Settembre 2008 00:14

Il jazz di un grande autore a Roma: John Taylor

Scritto da Valeria Ponte
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Il John Taylor Trio ha aperto il 12 settembre la rassegna “Jazzando...musica intorno al mondo” ideata dalla Fondazione Accademia Arco al Teatro Tendastrisce di Roma. L’atmosfera che ha accompagnato il mio arrivo al tendone non era delle migliori, pioggia battente e teatro periferico, ma appena il sofisticato pianista ha iniziato a suonare l’ambiente si è riscaldato, complice anche l’allestimento più raccolto e il servizio al tavolo.

Ironico John Taylor è salito sul palco scherzando sul brutto tempo e con un sorriso da gentlemen inglese (è nato a Manchester il 12 Settembre 1942), ha presentato al numeroso pubblico i componenti della band, il contrabassista svedese Palle Daniellsson e il batterista Martin France. Taylor si afferma come pianista negli anni ’60, lavora con musicisti come Montgomery Marian, Cleo Laine, e John Dankworth, ad oggi vanta collaborazioni con artisti del calibro di Enrico Rava e Lee Koniz, ma anche sperimentazioni come quella con la cantante Diana Torto.

Sofisticato e leggero sul piano John Taylor dimostra dal vivo di essere uno dei migliori jazzisti contemporanei, attraverso un movimento musicale che va dalle linee classiche a quelle più ritmate e sperimentali. In perfetta sintonia con Daniellsson e France, riesce a incantare il pubblico, oltre che per la qualità, per l’emozione che lo investe durante la performance, un sentimento che unisce l’uomo alla musica più di ogni altra cosa.

Con una scaletta movimentata John Taylor e la sua band hanno suonato per un’ora e mezza tingendo la grande sala del Tendastrisce con i colori del jazz. Presenti in scaletta brani del nuovo album solista “Exit and Entrance” (Ah Hum) e di “Whirpool” (Cam Jazz), nato dalla collaborazione con Palle Daniellsson e Martin France. Dalla spensieratezza di “Everybody’s song but my own”, di Kenny Wheeler, intensa composizione melodica articolata sull’armonia del trio a “In The Bleak Midwinter” il pianoforte dell’autodidatta Taylor (chi l’avrebbe mai detto!) mescola creatività e tecnica, e la musica riesce a scaldare persino la prima serata di pioggia dopo l’estate. In “For Ada” spicca la qualità compositiva di Taylor e la bravura dell’applauditissimo Daniellsson, è il contrabbasso, infatti, che apre con un assolo e lascia successivamente spazio a pianoforte e batteria, in un crescendo emozionale.
Fluidi e morbidi i brani scivolano via in fretta, lasciando impresse le note di una serata all’insegna del puro jazz.

Letto 8165 volte Ultima modifica il Domenica, 12 Aprile 2009 01:32

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