Martedì, 15 Dicembre 2009 10:21

Il labirinto della tempesta

Scritto da Gabriella Radano
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[TEATRALMENTE]

teatralmente“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e la nostra piccola vita è circondata dal sonno”. Così il personaggio di Prospero – Umberto Orsini – sul palco dell’Eliseo esordisce ne La Tempesta, rilettura dell'opera shakespeariana del regista Andrea De Rosa, dal 24 novembre in scena sul palcoscenico del Teatro Eliseo di Roma.

Prodotto dal Teatro Eliseo, il Teatro Stabile di Napoli, l’Emilia Romagna Teatro Fondazione, lo spettacolo è rimasto in scena all’Eliseo fino al 13 dicembre.
La tempesta – scrive il regista - somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni Nella_foto_di_Bepi_Caroli_da_sinistra_Gino_De_Luca_Umberto_Orsini_e_Federica_Sandrini_in_LA_TEMPESTA_regia_di_Andrea_De_Rosa_3volta che intravedi una via d’uscita, questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi immaginato. Come in un miraggio o in un sogno, ogni volta che provi ad afferrare qualcosa, l'oggetto su cui credevi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l'uscita e che non c'è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro alle domande, al labirinto) è l'unica via”.

Andrea De Rosa, alle spalle un percorso di studi e regie di testi tragici – soprattutto nelle riscritture di autori come Hofmannsthal (Elettra) e Schiller (Maria Stuart) – affronta per la prima volta il teatro di Shakespeare, condividendo l’esperienza con Umberto Orsini. Riguardo al suo personaggio «[Prospero] Non è né il mago né il patriarca ma - avverte Orsini - un uomo di oggi. C'è molto Beckett e Pirandello in questo personaggio, che si ritrova a mettere in scena la propria esistenza. È un uomo che riprende possesso di una ragione oscurata, capace di perdonare chi gli ha fatto del male rinunciando ad ogni proposito di vendetta. Perché capisce che il mistero della morte è invalicabile e che, dinanzi a questo, ogni artificio è inutile».
Altri personaggi ed interpreti: Flavio Bonacci (Antonio), Rino Cassano (Ariel), Gino De Luca (Ferdinando), Francesco Feletti (Sebastiano), Carmine Paternoster (Marinaio), Rolando Ravello (Calibano), Enzo Salomone (Gonzalo), Federica Sandrini (Miranda), Francesco Silvestri (Alonzo), Salvatore Striano (Marinaio).
Recitata in napoletano, nella traduzione di Eduardo, la rappresentazione finale del masque è riproposta in un interessante gioco di prospettive sceniche fra la realtà e la finzione. E in tutto ciò irrompono, suggestivi e (quasi) spaventosi, gli improvvisi effetti sonori di Hubert Westkemper. Decisamente di grande effetto.

Gabriella Radano

Letto 7805 volte Ultima modifica il Martedì, 15 Dicembre 2009 10:26

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