letteratura

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Venerdì, 27 Febbraio 2009 00:03

Filippo Timi a caccia di fama?

Capelli arruffati, scarpe da ginnastica colorate, Filippo Timi è un ragazzone che supera il metro e ottanta, lo sguardo intenso e il sorriso a getto continuo. Nell’ultimo film di Salvatores, Come dio comanda, tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammaniti, Timi interpreta Rino un personaggio del tutto negativo ma a vederlo vis a vis non sembra adattarglisi poi molto.
In occasione della presentazione del suo ultimo libro, Peggio che diventar famoso (Garzanti) gli abbiamo rivolto qualche domanda.

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DVD+ LIBRO- Dall’inizio del secolo scorso la ricorrenza dell’8 marzo ha assunto un interessante e simbolico valore soprattutto sociale ma anche storiografico: la conquista di alcune libertà e la lotta per ottenerne altre, che sono di fondamentale importanza per la crescita di un Paese democratico, sono state il leit motiv che ha spinto le donne ad unirsi e festeggiarsi, anche quando, come negli ultimi anni una data storica come questa è stata banalizzata dai media, dalle donne stesse e dalle commercializzazioni a tappeto di fiori e cioccolatini.
Il Dvd ed il volume di Tilde Capomazza, programmista- regista RAI che ha realizzato come free- lance una serie di documentari per l’AIDOS ed altre associazioni femminili nazionali, e Marisa Ombra, partigiana che ha fatto parte dell’UDI (Unione Donne Italiane), 8 marzo: una storia lunga un secolo delle Edizioni Iacobelli è un utile strumento per rinfrescarci la memoria.

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LIBRI- Una bella addormentata alla vita quella di cui ci racconta Patrizia AZ, nella sua opera prima, un romanzo autobiografico dal titolo emblematico. Ne Il bosco della Bella Addormentata, il lettore si ritrova a camminare come sospeso nel tempo, attraversando un ventennio di storia (dagli anni ’70 agli anni ’90 del secolo appena trascorso), in un viaggio che è catarsi personale, scoperta di sé e delle proprie paure, dei buchi neri esistenziali che limitano la coscienza, ma che amplificano il dolore, tutto al femminile.

L’opera di Patrizia AZ mette a nudo il dolore e le vicissitudini di una donna che nasce donna sin da quando è bambina o che è bambina fino a quando deve diventare sorella grande, madre, infermiera e padre persino. L’amore incondizionato rivolto e passato alla nonna, donna ferma anche troppo, ma non fredda, il dolore ancora una volta che lede il tessuto d’un rapporto di sangue con un fratello che per tanto tempo è quasi un peso. L’autrice, che è anche l’io narrante del volume, è costretta a ricordarsi dei suoi genitori grazie a residui di memorie e a pizzichi di fotografie fratturate. La sua esperienza cresce nei viaggi, brevi, all’estero, negli amori sbagliati, che consumano, distruggono, accecano e ancorano a quell’universo di drogati, dannati della Terra, che sono riserve spaziose di donne e uomini che fin dalla tenera età vengono a contatto o scelgono non casualmente d’incontrare i sentieri della droga, arrivando a perforarsi tutte le vene che hanno in corpo.

Leggere questo libro è come essere davanti a tutte quelle vite che fanno la fila presso i SerT e che a volte sono state rinchiuse nelle tristi celle dei collegi per l’infanzia, passando per l’esperienza reiterata dell’abbandono. La storia di Patrizia, in fondo, è esemplare: è il racconto di un’esperienza di morte e rinascita lunga trent’anni, vissuta tra spaccio, droga, AIDS, precarietà lavorativa, ma soprattutto sentimentale, e l’Amore, sarà proprio il filo conduttore di tutta la narrazione, un immenso desiderio di amore e accettazione, quasi sempre tradito e disatteso.
Forte di una scrittura semplice, vera, meticolosa, ma sempre emozionante, Patrizia AZ ci mette di fronte alla sua redenzione, che però scivola sottile tra le pagine del libro, sfiorando morti attese e lente agonie, con una leggera punta ironica che ci accompagna inesorabilmente fino alla fine. Ironia verso se stessa e la propria sorte: ironia della sorte quindi.

Patrizia AZ ci dimostra che vivere è difficile, ma al contempo possibile, nonostante tutto e tutti, e la sensazione di non poter fare a meno di sapere che cosa succederà alla fine della storia di tutti quei meta- personaggi, zeppi di passione marcia, è il prezzo che pagheranno tutti i lettori, in attesa che arrivi il tanto sospirato principe che ci sveglierà dall’incubo.
Da leggere…perché imparare ad essere consapevoli di sé e degli altri è un dovere mai abbastanza preso sul serio.

Patrizia AZ, Il bosco della bella addormentata, ARPAnet, pag 231, € 10.00

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LIBRI- Anche quest’anno Sanremo è finito. Tra le provocazioni, le novità (sempre troppo poche), ma soprattutto tra la musica, gli ospiti e loro, i cantanti.
Ottima idea quella della Coniglio di far uscire questo splendido libro di saggistica sulla musica (P. Jachia e F. Paracchini, Nonostante Sanremo) proprio nel periodo dell’anno dedicato alla rassegna musicale sanremese, in fondo il legame c’è, si vede e ci lascia un aiuto in più per capire, apprezzare o anche solo ricordare il Festival della musica italiana più atteso di tutto l’anno.

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AUDIOLIBRI- Ecco la storia, è un funambolico racconto di specchi in cui un dittatore agorafobico lascia il suo posto ad un sosia, nel tentativo inutile di sfuggire alla morte predetta da una strega, la Mae Branca. Questo spaventoso presagio è quello che gli creerà una forma di agorafobia così condizionante da costringerlo a trovarsi un sosia che governi al suo posto e ad andarsene in Europa a godersi bellamente la vita. Il sosia, a sua volta, stanco di quel ruolo, troverà un altro sosia che si farà poi sostituire da due altri individui, dei gemelli, uno buono e uno malvagio, che chiuderanno questo strano percorso del potere.

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Giovedì, 19 Febbraio 2009 01:03

Paolo Di Paolo: opera prima

LIBRI- Al di là della giovane età, Paolo Di Paolo è un autore di grande abilità letteraria e sensibilità artistica. Giunto oramai ad una piena consapevolezza scrittoria, ha saputo fin dall’inizio farsi notare.
Il suo primo lavoro Nuovi cieli e nuovissime carte, è un romanzo che riflette sul tema della memoria, sia storica che individuale.
Il ricordo viene vissuto come pretesto per inoltrarsi in vicoli che sembravano rimossi, ricostruendone pian piano i contorni, le sfumature senza mai renderli vividi. Come se l’evocazione sia il termine di confronto e non la realtà.

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AUDIOLIBRI- Sospesi tra sogno e realtà, grazie all’estro interpretativo della voce narrante, i racconti di Tabucchi diventano in questo audiolibro edito dalla FullColorSound (www.fullcolorsound.it), atmosfere surreali di suggestioni immaginifiche che, come tali, vengono raccontate con passione.
Pregevole connubio di ingegno e passione, queste avventure oniriche sono una sorta di omaggio a venti personaggi dell’arte, del teatro e della letteratura, alla loro vita e alla storia che ha dato loro i natali: Dedalo, Cecco Angiolieri, Rabelais, Caravaggio, Goya, Carlo Collodi, Cechov, Henry de Toulouse – Lautrec, Majakovskij, Federico Garcia Lorca, Sigmund Freud sono i personaggi che sentiamo parlare per voce di Marco Baliani, che con rigore teatrale e partecipazione quasi magica ci racconta i loro sogni.

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Martedì, 17 Febbraio 2009 15:27

I Lemmings, Coniglio Editore

LIBRI- Abbiamo già avuto modo di parlare della collana I Lemmings della Coniglio Editore (www.coniglioeditore.it) qualche tempo fa, quando in due tranche vi abbiamo presentato le uscite della sezione “Saggistica”. Questa volta ci inoltriamo nella sezione “Narrativa” prendendo in considerazione due volumetti che sono due chicche: quello di Giorgio Mascitelli, Piove sempre sul bagnato; e quello di Erwin De Greef, Per il resto chiedete a Pennac.

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Sabato, 07 Febbraio 2009 07:57

AA.VV., Fili di Parole

LIBRI- Tredici racconti e settantadue poesie sono il frutto scelto del secondo concorso letterario Fili di parole, promosso dalla Perrone Editore di Roma.
Fili di parole e di emozioni di scrittori esordienti giovani e meno giovani, premiati con la pubblicazione di un'antologia -edita nella collana LAB- presentata nella sede della casa editrice in via Eleonora d'Arborea..
Giulio Perrone premia Daria Biagi, vincitrice della sezione Racconto breve, Adele Desideri, per la Poesia singola, Lara Lucaccioni, vincitrice dell'Opera di poesia, e il vincitore per l' Opera narrativa Paolo Alvino.

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Venerdì, 06 Febbraio 2009 13:05

Francesca Bellino, Il prefisso di Dio

LIBRI- Il prefisso di Dio – storie e labirinti di Once, Buenos Aires è il racconto di una giornalista, Francesca Bellino, che non si accontenta di conoscere una nuova città, ne deve scoprire il segreto, quello più recondito, quello che neanche gli stessi abitanti della città conoscono.
La Bellino segue e chiede a chi vive a Buenos Aires come immigrante o a chi si trova in Italia per guardare da lontano i propri ricordi delle storie e dei labirinti della città, tanto da creare un collage di incontri con persone che sanno dare sempre una visione diversa dell’ossessione, rispetto al numero undici che Francesca Bellino insegue ovunque, cerca e perde, per poi ritrovarsi di fronte a rivelazioni inaspettate.

La scrittrice, con formazione giornalistica, fa una lunga conversazione con la città e con i diversi aspetti del quartiere ebraico di Once (che in spagnolo vuol dire appunto “undici”). Luogo di incontro per eccellenza perché quartiere di un secolare popolo di immigrati, gli ebrei, è anche luogo di adattamento, perché chi deve vivere una nuova realtà non può non avere spirito di adattamento, occorre che si mimetizzi e trasformi.
Oltre a ballare il tango porteňo si ascolta quello yiddish e si ricorda che uno dei più grandi della storia del tango moderno ha il nome italiano di Piazzolla.
I passaggi in cui si muove la scrittrice sono come la mateada, la consumazione del mate, un processo lento di condivisione e di incontro.

L’undici, il prefisso di Dio, è l’undicesimo comandamento, la chiave che serve ad aprire un luogo di incontro.
Da qui l’accesso ad uno spazio unico per più voci, per più visioni dello stesso Dio e della stessa realtà. Un libro che parte da un particolare per trovare l’universale, una conversazione con un uomo moro dagli occhi profondi e dalle parole accese e calorose si trasforma nel ballo caldo di una ragazza solare. Non un resoconto di viaggio ma la storia di un posto, visto da lontano e da vicino. Diverse le latitudini: la Bellino chiederà del quartiere ebraico argentino anche in Italia e sarà diversa la cronologia: la storia drammatica delle madri di Plaza Mayor e di quelle di una strage contemporanea, in discoteca, che ha lasciato un vuoto fisico nella città.

Bellino ha psicanalizzato una città, ne ha scavato gli amori e la famiglia, ha capito i malesseri e le paure. Ha imparato a capire i luoghi, quando questi, dopo essersi mascherati, hanno voluto rivelarsi al momento giusto, come una bella donna sa rivelare i suoi segreti nel confessionale o sul lettino dello psicologo, una delle professioni più praticate nella città.
In una raccolta di immagini storiche, la scrittrice regala un viaggio emozionante, da leggere prima di partire per l’America Latina, dopo che vi si è trascorso un po’ di tempo o anche solo per sognare di andarci: un libro di viaggio nel vero senso del termine.

Francesca Bellino, Il prefisso di Dio – storie e labirinti di Once, Buenos Aires, Infinito edizioni, pag 190, € 14

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